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YAMAHA HS5

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Yamaha HS5

Stavi pensando di acquistare le Yamaha HS5? Prima di farlo, vale la pena capire se sono davvero il monitor da studio più adatto alle tue esigenze.

Le ho utilizzate a lungo nel mio laboratorio, confrontandole direttamente con altri monitor molto diffusi nella stessa fascia di prezzo, come Adam T5V e KRK Rokit 5 G4, oltre a modelli di fascia superiore come le Genelec 8020. Dopo mesi di ascolti, prove e confronti, sono pronto a raccontarti cosa mi è piaciuto, cosa meno e soprattutto a chi le consiglierei davvero.

Le Yamaha HS5 fanno parte della serie HS, una famiglia di monitor ormai diventata un punto di riferimento negli home studio di tutto il mondo. Il loro design richiama immediatamente le storiche NS-10, diventate leggendarie negli studi di registrazione. Naturalmente il paragone finisce principalmente con l’estetica, ma la filosofia rimane la stessa: offrire un monitor il più possibile neutro e sincero.

Design e costruzione

Le HS5 sono monitor dall’aspetto estremamente sobrio. Cabinet nero in MDF, woofer bianco da 5 pollici e tweeter a cupola da un pollice: una combinazione che ormai è diventata quasi iconica.

La costruzione è molto solida e trasmette una sensazione di qualità. Anche in questo caso il cabinet è realizzato in MDF, materiale che continua ad essere la scelta migliore in questa fascia di prezzo per limitare le risonanze e garantire un comportamento uniforme.

Le dimensioni sono piuttosto compatte e risultano leggermente meno profonde rispetto alle Adam T5V. Rimangono comunque monitor pensati per essere utilizzati con un minimo di spazio alle spalle, perché anche qui troviamo il condotto reflex posteriore.

Questo significa che sarebbe preferibile mantenerle almeno 15-20 centimetri distanti dalla parete per evitare che il rinforzo delle basse frequenze alteri la risposta.

Connessioni e controlli posteriori

Il pannello posteriore è semplice ma molto funzionale.

Troviamo l’ingresso XLR bilanciato e il jack TRS da 6,3 mm, oltre al controllo del volume e ai due classici switch Yamaha dedicati all’adattamento della risposta acustica.

Il primo è il Room Control, una funzione molto interessante che permette di attenuare le basse frequenze di 2 o 4 dB quando il monitor è posizionato vicino a una parete. Lavora fino a circa 500 Hz, andando quindi a correggere non soltanto il sub-basso, ma anche parte della gamma medio-bassa che tende ad accumularsi negli ambienti piccoli.

Il secondo controllo è invece l’High Trim, che permette di aumentare o diminuire di 2 dB la risposta delle alte frequenze.

Sono regolazioni semplici, ma spesso risultano più che sufficienti per adattare il monitor alla propria stanza senza complicare inutilmente la vita all’utilizzatore.

Come suonano?

Se dovessi descrivere le Yamaha HS5 con una sola parola direi oneste.

Non cercano di impressionare l’ascoltatore con bassi esagerati o alte frequenze particolarmente spettacolari. Al contrario, restituiscono un suono molto equilibrato, asciutto e controllato.

Il woofer da 5 pollici ovviamente non può fare miracoli. Chi è abituato ad ascoltare monitor con una gamma bassa molto pronunciata potrebbe addirittura avere la sensazione che le HS5 abbiano pochi bassi.

In realtà non è così.

Semplicemente riproducono quello che realmente è presente nel mix, senza enfatizzare artificialmente le frequenze più profonde.

È proprio questa caratteristica che negli anni le ha rese uno dei monitor preferiti da chi si occupa di registrazione, editing e soprattutto mixing.

Le alte frequenze sono molto definite, senza risultare affaticanti, mentre la gamma media è probabilmente il vero punto di forza delle HS5. Voci, chitarre, pianoforti e strumenti acustici vengono riprodotti con grande precisione, rendendo molto più semplice individuare eventuali problemi durante il mix.

Naturalmente, trattandosi di un monitor da 5 pollici, non ci si può aspettare la profondità sulle bassissime frequenze di un diffusore più grande o di un sistema dotato di subwoofer.

Sono adatte per mix e mastering?

Personalmente sì.

Tra tutti i monitor di questa fascia di prezzo, sono probabilmente quelli che consiglierei con maggiore tranquillità a chi vuole iniziare a fare mixing seriamente.

Non sono monitor “divertenti” nel senso tradizionale del termine. Se il vostro obiettivo è ascoltare musica per piacere, potreste trovare altri modelli più coinvolgenti.

Se invece volete un monitor che vi aiuti a prendere decisioni durante un mix senza colorare eccessivamente il materiale audio, le HS5 rimangono ancora oggi una delle scelte migliori.

Ovviamente, come qualsiasi monitor, richiedono un minimo di tempo per imparare a conoscerle, ma una volta capito il loro comportamento diventano strumenti di lavoro estremamente affidabili.

A chi sono consigliate

Le Yamaha HS5 sono pensate soprattutto per chi vuole lavorare con l’audio.

Le consiglierei a musicisti, producer, fonici, content creator e a tutti coloro che cercano un monitor sincero e prevedibile.

Sono ottime per registrare strumenti, realizzare podcast, produrre musica, fare editing video e soprattutto mixare.

Chi invece desidera un ascolto più emozionante, con bassi più generosi e una resa più “hi-fi”, potrebbe preferire monitor come le KRK Rokit oppure le Adam T5V.

Conclusioni

Le Yamaha HS5 continuano ad essere uno dei monitor più consigliati nella fascia intorno ai 400 euro la coppia, e dopo averle utilizzate a lungo capisco perfettamente il motivo.

Non cercano di stupire con effetti speciali, ma puntano tutto sulla trasparenza e sull’equilibrio. Sono monitor che mettono in evidenza gli errori del mix, e proprio per questo possono sembrare meno entusiasmanti durante un semplice ascolto musicale.

Se il tuo obiettivo principale è lavorare con l’audio e vuoi imparare a costruire mix che suonino bene ovunque, le HS5 rappresentano ancora oggi una delle migliori scelte disponibili.

Se invece cerchi soprattutto un monitor piacevole per ascoltare musica, suonare la chitarra o semplicemente divertirti, probabilmente esistono alternative con una personalità più marcata.

In definitiva, le Yamaha HS5 sono monitor che non cercano di piacerti subito: cercano piuttosto di dirti la verità. Ed è proprio questa la qualità che le ha rese un classico negli home studio di tutto il mondo.

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