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Stavi per caso valutando di acquistare le Adam T5V? Prima di farlo, cerchiamo di capire nel dettaglio come sono costruite, come suonano e soprattutto se possono essere i monitor da studio giusti per le tue esigenze.
Ho utilizzato queste casse per diversi mesi sulla mia scrivania, ascoltandole con estrema attenzione e confrontandole direttamente con alcuni dei monitor da 5 pollici più diffusi nella stessa fascia di prezzo, come Yamaha HS5 e KRK Rokit 5 G4. Le ho messe alla prova anche accanto alle più costose Genelec 8020, anche se in quel caso parliamo chiaramente di una categoria differente.
Adam Audio è un marchio tedesco con sede a Berlino, conosciuto soprattutto per la qualità dei suoi monitor professionali e per l’inconfondibile tweeter giallo. Le T5V rappresentano uno dei modelli più accessibili del catalogo e, anche se il marchio è tedesco, vengono prodotte in Cina.
Il loro elemento più caratteristico è proprio il tweeter U-ART, che ricorda esteticamente un tweeter a nastro tradizionale ma utilizza un principio di funzionamento differente. È una soluzione pensata per ottenere alte frequenze precise, veloci e ricche di dettaglio, mantenendo però un costo compatibile con un monitor destinato principalmente agli home studio.

Esteticamente le Adam T5V sono il classico monitor da studio: cabinet nero, pannello frontale opaco e un design semplice e lineare. Personalmente non sono tra le casse che trovo più belle in assoluto, ma quando si sceglie un monitor da studio il comportamento sonoro è sicuramente più importante dell’estetica.
Il cabinet è realizzato in MDF, ovvero Medium Density Fiberboard. Anche se può sembrare un materiale povero rispetto al legno massello, viene utilizzato nella stragrande maggioranza dei diffusori perché ha un comportamento molto uniforme e non presenta venature che possano influenzare in modo differente la propagazione delle vibrazioni.
Rispetto ad altri monitor da 5 pollici, le Adam T5V sono abbastanza ingombranti, soprattutto in profondità. Questo è un elemento da tenere in considerazione se avete una scrivania piccola o poco profonda.
Inoltre, il condotto reflex è collocato posteriormente. Sarebbe quindi preferibile lasciare almeno 15 o 20 centimetri tra il retro della cassa e la parete, evitando di posizionarla completamente a ridosso del muro. In ambienti molto piccoli questo potrebbe rendere il posizionamento più complicato rispetto a un monitor dotato di reflex frontale.
Sul pannello posteriore troviamo un ingresso XLR bilanciato, un ingresso RCA sbilanciato, l’interruttore di alimentazione e il controllo del livello, regolabile da -40 dB fino a +18 dB.
Il controllo del volume non presenta però uno scatto o un punto di arresto in corrispondenza degli 0 dB. Questo significa che, collegando un cavo o cercando l’interruttore sul retro, si potrebbe spostare accidentalmente il potenziometro e ritrovarsi con una cassa regolata leggermente più forte dell’altra.
Sono presenti anche due semplici controlli per adattare la risposta all’ambiente: uno dedicato alle alte frequenze e uno alle basse, entrambi regolabili su -2, 0 oppure +2 dB. Non troviamo quindi un DSP interno o un sistema avanzato di equalizzazione, ma solo una correzione essenziale simile a quella disponibile sulle Yamaha HS5.
Il tweeter giallo è sicuramente la caratteristica che rende immediatamente riconoscibili le Adam T5V.
A prima vista potrebbe sembrare un classico tweeter Ribbon, ovvero a nastro, ma non è esattamente così. I veri tweeter a nastro sono generalmente più costosi e vengono utilizzati sui diffusori di fascia superiore.
Adam utilizza invece un tweeter denominato U-ART, caratterizzato da una membrana pieghettata simile a una fisarmonica. La membrana non si limita a muoversi avanti e indietro come quella di un tradizionale tweeter a cupola, ma comprime e spinge l’aria attraverso le proprie pieghe.
Questo sistema permette di ottenere transienti molto rapidi, alte frequenze dettagliate e una riproduzione estremamente chiara. Il risultato non raggiunge necessariamente quello dei tweeter a nastro montati sui modelli professionali più costosi, ma rimane uno dei principali punti di forza delle T5V.
Le alte sono brillanti, ricche di sfumature e permettono di percepire con grande facilità particolari che monitor più tradizionali possono lasciare leggermente in secondo piano.
Il woofer è un classico modello da 5 pollici, ma il comportamento sulle basse frequenze è piuttosto particolare.
Considerando le sue dimensioni, la Adam T5V riesce infatti a scendere sorprendentemente in profondità. Rispetto alle Yamaha HS5 e alle KRK Rokit 5 G4, il basso appare più esteso e importante.
Non parlerei necessariamente di un basso poco preciso o eccessivamente gonfio, ma in alcuni momenti dà la sensazione di essere stato tirato fuori quasi per i capelli da un cabinet e da un woofer di queste dimensioni.
Questo risultato deriva dalla combinazione tra woofer, volume interno del cabinet, materiale fonoassorbente e dimensioni del condotto reflex posteriore.
Da un lato, questa estensione rende l’ascolto musicale molto piacevole e permette di percepire frequenze che altri monitor da 5 pollici riproducono con maggiore difficoltà. Dall’altro, chi cerca la massima neutralità possibile potrebbe trovare la gamma bassa leggermente troppo presente o profonda.
È possibile attenuarla attraverso il controllo posteriore dedicato alle basse frequenze, ma anche impostandolo su -2 dB il carattere generale della cassa rimane riconoscibile.
Il tweeter U-ART restituisce invece una gamma alta molto brillante e dettagliata. In alcuni casi questa chiarezza viene leggermente coperta dall’importanza del woofer, ma nel complesso il suono rimane piacevole, ampio e coinvolgente.

Le Adam T5V sono monitor che mi sono piaciuti e che ho utilizzato volentieri per diversi mesi.
Le consiglierei sicuramente per ascoltare musica, fare video editing, registrare strumenti, utilizzare simulatori di amplificatori e multieffetto oppure lavorare in un home studio non esclusivamente dedicato al mixing e al mastering professionale.
Sono casse dettagliate, piacevoli e capaci di offrire una gamma bassa sorprendente rispetto alle dimensioni del woofer.
Ho qualche dubbio in più nel consigliarle a chi cerca esclusivamente un monitor molto neutro per operazioni delicate di mixing e mastering. La profondità dei bassi potrebbe infatti richiedere un periodo di adattamento e una buona conoscenza del comportamento della cassa nella propria stanza.
Naturalmente si può lavorare e mixare anche con le Adam T5V, soprattutto imparando a conoscerle e confrontando spesso il risultato su altri sistemi di ascolto. Molti musicisti e cantautori utilizzano monitor Adam con grande soddisfazione e difficilmente cambierebbero marchio.
Le Adam T5V sono monitor interessanti, ben costruiti e sicuramente da provare prima dell’acquisto.
Il tweeter U-ART offre alte frequenze precise, brillanti e ricche di dettaglio, mentre il woofer da 5 pollici riesce a riprodurre una gamma bassa sorprendentemente profonda.
Proprio quest’ultima caratteristica rappresenta contemporaneamente un pregio e il principale elemento da valutare. Se cercate una cassa piacevole, coinvolgente e capace di restituire un suono completo anche senza subwoofer, le T5V possono essere un’ottima scelta.
Se invece la vostra priorità assoluta è la neutralità durante il mixing, potrebbe essere utile confrontarle direttamente con modelli come Yamaha HS5 o altri monitor dal comportamento più asciutto e controllato sulle basse frequenze.
Nel complesso sono casse che mi sono piaciute, soprattutto per l’ascolto musicale, il video editing, la registrazione e l’utilizzo quotidiano in home studio. Non sono perfette e richiedono un po’ di attenzione nel posizionamento, ma possiedono un carattere ben definito e una qualità sonora che merita sicuramente di essere ascoltata.
Tweeter U-ART molto chiaro e dettagliato
Suono piacevole e coinvolgente
Ottima estensione sulle basse frequenze
Buona qualità costruttiva
Adatte a musica, registrazione e video editing
Gamma bassa forse troppo profonda per un monitor da 5 pollici
Reflex posteriore che complica il posizionamento
Cabinet piuttosto ingombrante in profondità
Controlli di equalizzazione troppo semplici
Potenziometro del volume senza scatto sugli 0 dB