ELETTRONICHECome scegliere un Accordatore per chitarra: guida completa
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    COME SCEGLIERE UN ACCORDATORE PER CHITARRA: GUIDA COMPLETA

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    L’accordatore è probabilmente uno degli accessori più semplici che possiamo acquistare per la nostra chitarra. Ne esistono da pochi euro fino a pedali professionali molto più costosi e, apparentemente, fanno tutti la stessa cosa: ci dicono se una nota è crescente o calante.

    In realtà velocità, precisione e sistema di lettura possono fare una differenza importante, soprattutto se oltre ad accordare vogliamo utilizzare l’accordatore per regolare correttamente l’intonazione dello strumento.

    Vediamo quindi quali sono le caratteristiche da considerare e perché gli accordatori stroboscopici sono particolarmente interessanti.

    LE TRE CARATTERISTICHE DI UN BUON ACCORDATORE

    Secondo me sono principalmente tre: velocità, precisione e robustezza.

    Velocità

    Un accordatore deve riuscire a interpretare rapidamente la frequenza che gli stiamo inviando.

    Se la lettura arriva in ritardo, mentre stiamo girando la meccanica possiamo aver già superato l’accordatura corretta prima che il display riesca a mostrarcelo.

    A casa può essere semplicemente fastidioso. Dal vivo, magari dovendo accordare velocemente tra due brani, diventa decisamente più importante.

    Precisione

    Il secondo parametro è ovviamente la precisione della lettura.

    Per accordare normalmente una chitarra non abbiamo bisogno di precisioni esasperate, ma la situazione cambia quando utilizziamo l’accordatore per lavori di setup e soprattutto per regolare l’intonazione delle ottave.

    In quel caso più precisa è la lettura, più accuratamente possiamo intervenire sulla posizione delle sellette.

    Robustezza

    È forse l’aspetto più sottovalutato.

    Un accordatore a clip finirà inevitabilmente in borse, custodie e tasche e prima o poi cadrà. Un accordatore a pedale, invece, è letteralmente progettato per essere calpestato.

    Una buona costruzione significa quindi poter utilizzare lo stesso strumento per molti anni senza doverlo continuamente sostituire.

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    ACCORDATORE A CLIP O A PEDALE?

    Per l’utilizzo quotidiano un buon accordatore a clip è probabilmente la soluzione più pratica.

    È piccolo, possiamo lasciarlo sulla paletta e non abbiamo bisogno di collegare nessun cavo. Per accordare velocemente lo strumento a casa è difficile chiedere di più.

    L’accordatore a pedale diventa invece particolarmente interessante dal vivo e durante i lavori di setup.

    Sul palco basta premere il pedale, accordare e riprendere a suonare. Inoltre abbiamo generalmente un display molto più grande e leggibile.

    C’è poi un’altra differenza: il pedale riceve direttamente il segnale elettrico della chitarra tramite il cavo, mentre un accordatore a clip rileva le vibrazioni attraverso la paletta.

    Un buon accordatore a clip può essere estremamente preciso, ma se vogliamo ottenere la lettura più affidabile possibile per un lavoro di laboratorio preferisco comunque il collegamento diretto via cavo.

    COS’È UN ACCORDATORE STROBOSCOPICO?

    La modalità strobo viene spesso considerata più complicata del classico indicatore con lancetta, ma in realtà il suo funzionamento è semplicissimo.

    Invece di avere solamente una lancetta che ci dice quanto siamo lontani dalla nota corretta, sul display vediamo una serie di elementi grafici che si muovono quando la nota è fuori accordatura.

    Se siamo calanti si muovono in una direzione.

    Se siamo crescenti si muovono nell’altra.

    Avvicinandoci alla frequenza corretta il movimento rallenta progressivamente.

    Quando l’immagine si ferma, siamo accordati.

    Tutto qui.

    Il vantaggio è l’enorme precisione che questo sistema può raggiungere.

    Per esempio, il TC Electronic PolyTune 3 arriva in modalità stroboscopica a una precisione dichiarata di ±0,02 cent, contro i ±0,5 cent della modalità cromatica tradizionale.

    Una differenza che per la normale accordatura può sembrare esagerata, ma diventa molto interessante quando dobbiamo lavorare sull’intonazione.

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    PERCHÉ LO STROBO È UTILE PER REGOLARE LE OTTAVE?

    Per controllare l’intonazione dobbiamo confrontare la nota della corda con quella ottenuta al dodicesimo tasto.

    Se la nota al dodicesimo è crescente o calante rispetto a quella corretta dobbiamo modificare la lunghezza vibrante della corda intervenendo sulla selletta.

    Con un accordatore stroboscopico possiamo vedere variazioni estremamente piccole.

    Accordiamo perfettamente la corda a vuoto e controlliamo il dodicesimo tasto: se il display ricomincia a muoversi sappiamo immediatamente non soltanto che l’ottava non è corretta, ma anche in quale direzione dobbiamo correggerla.

    È proprio per questo che in laboratorio uno strumento molto preciso diventa particolarmente utile.

    POLYTUNE: SEI CORDE CONTEMPORANEAMENTE

    Una funzione particolare dei TC Electronic PolyTune è quella da cui deriva il loro nome: la possibilità di controllare più corde contemporaneamente.

    Invece di suonare una corda alla volta possiamo suonarle tutte insieme e il display ci mostra immediatamente quali sono correttamente accordate e quali sono crescenti o calanti.

    Se siamo sul palco e abbiamo pochi secondi a disposizione, possiamo quindi dare una pennata, individuare immediatamente la corda problematica e correggere solamente quella.

    Naturalmente possiamo poi passare alla lettura della singola corda e, sui modelli che la prevedono, utilizzare la modalità stroboscopica quando abbiamo bisogno della massima precisione.

    SERVE DAVVERO UN ACCORDATORE STROBOSCOPICO?

    Dipende da quello che dobbiamo fare.

    Se vogliamo semplicemente accordare la chitarra a casa, un buon accordatore cromatico a clip è più che sufficiente.

    Se suoniamo dal vivo, un accordatore a pedale rapido, robusto e con un display ben visibile diventa estremamente comodo.

    Se invece vogliamo anche effettuare setup, controllare l’intonazione e regolare con precisione le ottave, secondo me vale la pena scegliere un modello che disponga della modalità stroboscopica.

    Non bisogna averne paura: una volta capito che dobbiamo semplicemente rallentare il movimento del display fino a fermarlo, probabilmente è persino più intuitivo di quanto possa sembrare guardandolo per la prima volta.

    QUALE ACCORDATORE SCEGLIERE?

    Non esiste quindi un accordatore migliore per qualsiasi situazione.

    La cosa importante è scegliere in funzione dell’utilizzo che dobbiamo farne.

    Per l’uso quotidiano privilegerei praticità e buona precisione. Per il palco aggiungerei velocità, robustezza e leggibilità del display. Per il lavoro di laboratorio cercherei invece soprattutto precisione e modalità stroboscopica.

    Perché alla fine un accordatore deve fare una cosa apparentemente molto semplice.

    Ma se deve farla, tanto vale che la faccia velocemente, precisamente e per molti anni.

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