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DI BOX: COS’È, A COSA SERVE E QUANDO USARLA

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La DI Box, abbreviazione di Direct Injection Box, è uno di quegli strumenti molto comuni negli studi di registrazione e sui palchi, ma il cui funzionamento viene spesso frainteso.

In realtà il concetto è piuttosto semplice: una DI permette di prendere il segnale proveniente da uno strumento, come una chitarra o un basso, e renderlo più adatto a essere inviato a un mixer, un preamplificatore microfonico o una scheda audio.

Cosa fa una DI Box?

Una delle funzioni principali della DI è convertire un segnale sbilanciato ad alta impedenza in un segnale bilanciato a bassa impedenza.

Il collegamento tipico diventa quindi:

Chitarra/Basso → Jack TS → DI Box → XLR → Mixer o scheda audio

Questo offre due vantaggi importanti.

Il primo è la possibilità di percorrere molti metri di cavo riducendo notevolmente la sensibilità a interferenze e disturbi.

Il secondo è presentare al mixer o al preamplificatore un segnale con caratteristiche elettriche più appropriate al suo ingresso microfonico.

Per questo le DI sono particolarmente utili dal vivo, dove magari dobbiamo portare il segnale di un basso dal palco a un mixer situato a decine di metri di distanza.

DI attiva o passiva?

Le DI Box si dividono principalmente in attive e passive.

Una DI passiva utilizza normalmente un trasformatore e non necessita di alimentazione. È semplice, robusta e viene spesso utilizzata con sorgenti che dispongono già di un’uscita relativamente forte, come tastiere, strumenti attivi e alcune apparecchiature elettroniche.

Una DI attiva, invece, contiene un circuito elettronico alimentato tramite batteria, alimentatore o Phantom Power a 48 V. Grazie alla sua elevata impedenza d’ingresso è generalmente molto indicata anche per strumenti passivi, come chitarre e bassi dotati di pickup passivi.

Non significa però che una tipologia sia universalmente migliore dell’altra: dipende dalla sorgente e dall’applicazione.

A cosa serve il Ground Lift?

Su moltissime DI troviamo inoltre uno switch chiamato Ground Lift.

Serve a interrompere un determinato collegamento di massa tra ingresso e uscita e può aiutare a eliminare ronzii provocati dai cosiddetti ground loop, o anelli di massa.

Se collegando uno strumento al mixer compare improvvisamente un forte ronzio a 50 Hz, il Ground Lift è spesso una delle prime cose da provare.

E l’uscita THRU?

Molte DI dispongono anche di un’uscita THRU o LINK.

Questa permette di inviare contemporaneamente il segnale originale dello strumento verso un amplificatore.

Possiamo quindi fare:

Basso → DI Box → XLR al mixer

e contemporaneamente:

DI Box → THRU → amplificatore

Il fonico riceve così un segnale diretto e pulito, mentre il musicista può continuare a utilizzare normalmente il proprio amplificatore.

Quando serve davvero una DI?

In sostanza, una DI Box è particolarmente utile quando dobbiamo collegare chitarre, bassi, tastiere o altre sorgenti sbilanciate a ingressi microfonici bilanciati, soprattutto quando il segnale deve percorrere parecchi metri.

Non è semplicemente un adattatore da jack a XLR: interviene sulle caratteristiche elettriche del collegamento e permette di trasportare il segnale nel modo più corretto.

È un piccolo oggetto, spesso poco appariscente, ma in studio e soprattutto dal vivo può risolvere una quantità sorprendente di problemi.

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