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Nel mondo della chitarra elettrica esistono discussioni praticamente infinite su quanto ogni singolo componente possa influenzare il suono.
Pickup, legni, ponti, elettroniche e amplificatori sono spesso al centro di confronti e dibattiti.
C’è però un elemento che viene frequentemente trascurato: il cavo.
Alcuni chitarristi sostengono che un cavo di qualità possa trasformare completamente il suono dello strumento, mentre altri ritengono che non esista alcuna differenza tra un cavo economico e uno particolarmente costoso.
Come spesso accade, la realtà è più interessante di entrambe le posizioni.
Un cavo per chitarra può effettivamente modificare il suono, ma il motivo è principalmente elettrico e non ha nulla a che vedere con presunte proprietà misteriose dei materiali.
Per comprendere il ruolo del cavo dobbiamo partire dal funzionamento dei pickup.
Nei pickup magnetici tradizionali troviamo una o più bobine avvolte attorno a un sistema magnetico.
Quando una corda metallica vibra all’interno del campo magnetico, provoca una variazione del flusso magnetico concatenato con la bobina.
Questa variazione genera una tensione elettrica che rappresenta il movimento della corda.
Il segnale viene successivamente trasportato attraverso il circuito dello strumento, il jack e il cavo, fino all’ingresso dell’amplificatore.
Il punto fondamentale è che un pickup passivo non rappresenta una sorgente elettrica ideale.
Presenta infatti una resistenza e un’induttanza, caratteristiche che interagiscono con il resto del circuito.
Ed è proprio qui che il cavo può influenzare il risultato.

Due conduttori separati da un materiale isolante si comportano anche come un condensatore.
Questo significa che un cavo possiede una capacità elettrica, normalmente espressa in picofarad, abbreviati pF.
La capacità dipende dalla geometria del cavo, dai materiali utilizzati e dalla sua lunghezza.
Per confrontare prodotti differenti viene spesso indicata la capacità per metro, espressa in pF/m.
Più un cavo è lungo, maggiore sarà generalmente la sua capacità complessiva.
Ma perché dovrebbe interessarci?
Perché la capacità del cavo interagisce con l’induttanza del pickup, modificando il comportamento elettrico del sistema.
Il pickup di una chitarra passiva, insieme alla capacità del cavo e agli altri componenti del circuito, presenta una particolare risposta in frequenza.
Una delle caratteristiche più importanti è la presenza di una risonanza elettrica, che contribuisce a determinare il timbro dello strumento.
Aumentando la capacità complessiva collegata al pickup, la frequenza di questa risonanza tende a spostarsi verso il basso.
Questo può modificare la brillantezza percepita.
In determinate condizioni, un cavo particolarmente lungo oppure caratterizzato da una capacità elevata può quindi rendere il suono meno brillante rispetto a un cavo più corto o con capacità inferiore.
Attenzione, però: non significa semplicemente che il cavo elimini tutte le frequenze alte oltre una determinata soglia.
Il comportamento reale dipende dall’interazione tra pickup, potenziometri, capacità del cavo e impedenza d’ingresso dell’apparecchiatura collegata.
È quindi l’intero circuito a determinare il risultato.
Facciamo un esempio.
Immaginiamo di utilizzare un cavo con una capacità di 100 pF per metro.
Un cavo lungo tre metri introdurrebbe circa 300 pF di capacità.
Utilizzandone uno lungo sei metri, invece, arriveremmo a circa 600 pF.
La capacità complessiva sarebbe quindi raddoppiata.
Con alcuni pickup passivi, questa differenza potrebbe essere sufficiente a modificare in modo percepibile la risposta in frequenza.
Naturalmente, si tratta di un esempio puramente didattico: i valori effettivi dipendono dalle caratteristiche del cavo utilizzato.
La situazione cambia quando utilizziamo pickup attivi oppure un buffer.
In questi casi, il segnale viene generalmente inviato al cavo attraverso un circuito con impedenza d’uscita relativamente bassa.
Questo riduce sensibilmente l’influenza della capacità del cavo sulla risposta in frequenza.
È uno dei motivi per cui i buffer vengono frequentemente utilizzati nelle pedaliere particolarmente complesse.
Se abbiamo numerosi pedali true bypass collegati attraverso diversi metri di cavo, la capacità complessiva può diventare significativa.
Un buffer correttamente posizionato può contribuire a limitare questo problema.
Assolutamente no.
Un cavo particolarmente costoso non è automaticamente migliore di uno più economico.
Per valutare correttamente un cavo per chitarra dovremmo considerare soprattutto le sue caratteristiche elettriche e costruttive.
La capacità per metro è un parametro interessante, ma non è l’unico.
Anche la schermatura, la flessibilità, la qualità dei connettori e la resistenza alle sollecitazioni meccaniche sono importanti.
Un cavo con capacità particolarmente bassa potrebbe preservare maggiormente alcune frequenze alte, ma questo non significa necessariamente che il risultato sia preferibile per tutti.
Alcuni chitarristi potrebbero addirittura apprezzare il comportamento di un cavo con capacità maggiore.
La scelta dipende quindi anche dal suono che vogliamo ottenere.