Condividi


Il ponticello della chitarra acustica – e lo stesso discorso vale per la chitarra classica – è un componente apparentemente semplice, ma ha un ruolo fondamentale nel funzionamento dello strumento.
È il punto in cui le corde appoggiano sul ponte e attraverso il quale parte della loro vibrazione viene trasmessa alla tavola armonica. Materiale, altezza, forma e precisione della lavorazione possono quindi influire sul suono, sull’intonazione e, nel caso di strumenti amplificati, anche sul corretto funzionamento del piezo.
Vediamo 5 buoni motivi per sostituire il ponticello della chitarra, o quantomeno per controllare che quello che abbiamo sia realizzato e regolato correttamente.
Una delle prime cose da verificare è la presenza di spessori sotto al ponticello.
Nel corso degli anni può capitare di trovare sotto al saddle pezzetti di plastica, carta, impiallacciatura o altri materiali inseriti per aumentarne rapidamente l’altezza e correggere l’action.
Diverso è naturalmente il caso del piezo sottosella, che si trova lì per un motivo ben preciso.
Quando possibile, preferisco eliminare gli spessori e realizzare un ponticello della corretta altezza. In questo modo abbiamo un componente unico che appoggia correttamente nella propria sede, senza elementi intermedi che possono compromettere il contatto e la trasmissione delle vibrazioni.
Troppi spessori possono inoltre fare sì che il ponticello non entri abbastanza profondamente nella sede e finisca per inclinarsi sotto la tensione delle corde, creando ulteriori problemi anche dal punto di vista dell’intonazione.

Molte chitarre di fascia medio-alta montano già di serie ponticelli in osso, materiali sintetici di qualità o grafite. Su strumenti più economici, invece, è ancora molto comune trovare ponticelli in plastica.
La plastica non è necessariamente un materiale inadatto, ma il problema è che ne esistono moltissimi tipi: più o meno rigidi, più o meno resistenti e con caratteristiche meccaniche molto differenti.
Per questo, quando devo ricostruire un ponticello, personalmente preferisco utilizzare l’osso: è un materiale duro, stabile, facilmente lavorabile con precisione e ampiamente utilizzato in liuteria.

Su una chitarra elettrica possiamo regolare l’intonazione spostando avanti e indietro le singole sellette del ponte. Su una chitarra acustica lo spazio a disposizione è decisamente inferiore.
Il ponticello è normalmente largo pochi millimetri e la sua posizione generale viene stabilita durante la progettazione e la costruzione dello strumento.
Possiamo però effettuare una compensazione fine dell’intonazione, sagomando la parte superiore del ponticello e modificando leggermente il punto esatto in cui ogni corda termina la propria lunghezza vibrante.
Non tutti i ponticelli sono compensati correttamente: capita anche su strumenti di buona qualità di trovarne alcuni semplicemente stondati.
Questo non significa necessariamente che la chitarra sarà terribilmente stonata – in alcuni casi l’intonazione può risultare sorprendentemente buona comunque – ma una corretta compensazione permette di ottimizzarla ulteriormente.
E ricordiamoci che intonazione e accordatura non sono la stessa cosa: possiamo avere una chitarra perfettamente accordata sulle corde a vuoto che diventa progressivamente meno precisa spostandoci lungo la tastiera.
La parte inferiore del ponticello deve appoggiare nel modo più uniforme possibile.
Questo diventa particolarmente importante sulle chitarre elettroacustiche con piezo sottosella.
Se la base del ponticello è arcuata, irregolare o semplicemente lavorata male, la pressione esercitata sul piezo può cambiare da una corda all’altra. Il risultato può essere una chitarra amplificata con alcune corde molto presenti e altre quasi impercettibili.
In molti casi non è necessario sostituire nulla: basta effettuare una rettifica della base del ponticello, riportandola perfettamente in piano.
Una volta rimontato, il piezo riceverà una pressione molto più uniforme e il volume delle singole corde tornerà ad essere equilibrato.

L’ultimo punto racchiude un po’ tutti i precedenti.
Un buon ponticello deve avere materiale, altezza e lavorazione corretti, essere ben compensato, avere una base perfettamente rettificata ed entrare nella propria sede in maniera stabile senza essere né troppo lasco né completamente bloccato.
Tutto questo contribuisce al comportamento generale dello strumento: trasmissione delle vibrazioni, attacco, sustain, equilibrio tra le corde, intonazione e action.
Presi singolarmente alcuni di questi aspetti possono sembrare dettagli. Quando però partiamo da un ponticello realizzato male, inclinato e magari appoggiato sopra diversi spessori, sostituirlo con uno costruito correttamente può produrre una differenza decisamente percepibile.
Se volete approfondire altri interventi di setup, manutenzione e liuteria sulla chitarra, sul sito e sul canale trovate molti altri contenuti dedicati.